Perché LinkedIn traduce, in 60 lingue, i post dei suoi utenti

Perché LinkedIn traduce, in 60 lingue, i post dei suoi utenti

L’industria culturale anticipa storicamente ciò che l’industria classica fa poi proprio in un secondo momento. Esemplificativo è l’utilizzo, ancora massiccio, di testimonial provenienti da ambiti basati su un profitto indiretto, generato dalla vendita di pubblicità o di un abbonamento.

L’industria culturale, per sopravvivere, sta diventando sempre più globale. Questa evoluzione è da considerarsi interessante perché è inversamente proporzionale a un adeguamento, sulla carta, scontato.

I prodotti culturali che riescono ad avere un respiro globale hanno caratteristiche estremamente locali. Soffre, a causa di questo trend, la produzione anglosassone che nel corso degli anni ha raggiunto uno standard, una mediazione che oggi è da considerarsi satura.

LinkedIn, ragionando come una media company, offre ai suoi utenti una traduzione dei propri contenuti in 60 lingue. Così facendo il singolo soggetto oltre a guadagnare tempo mantiene le sue caratteristiche locali, le differenze vere, che potrebbero interessare alle aziende internazionali.

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