Perché Facebook ha chiuso la sua app per fare ginnastica

Perché Facebook ha chiuso la sua app per fare ginnastica

In concomitanza con il decimo compleanno dell’App Store si è scoperto che il servizio offre – al momento – 28mila app da usare attraverso un abbonamento.

Secondo una recente ricerca ognuno di noi ha installato, sul proprio smartphone, in media 30 app che non usa però tutte. Secondo osservatori.net l’utente medio usa con regolarità solo 5 delle 30 app che ha installato.

Questo surplus, poco alla volta, sta diventando problematico per i grandi player che temono di perdere, in mezzo al disordine del desktop, la propria priorità. Meno – come ha dichiarato di recente Tim Cook (CEO di Apple) – è meglio.

Per questo motivo le grandi aziende digitali, facendo proprio il trend mondiale del riordino, hanno iniziato a prendere dei provvedimenti e a tagliare laddove è possibile farlo.

Proprio in questi giorni Facebook ha deciso di snellire la sua proposta e chiudere gli strumenti meno utilizzati. Tra questi c’è anche “To be honest”, l’app anonima pensata per contrastare il bullismo tra adolescenti.

L’audience per cui è stata pensata non fa più parte dell’utente medio del social che ha un’età compresa tra i 36 e i 45 anni.

Ad ogni servizio corrisponde un soggetto specifico. Prima di ampliare la nostra offerta è necessario sapere esattamente chi è per non sprecare le risorse.

SOCIALMEDIA.it