Il meglio della stampa sui social

Il meglio della stampa sui social

La stampa meglio dei social, almeno per il 44% degli intervistati per realizzare un sondaggio internazionale del Reuters Oxford Center for the Study of Journalism. A nulla, leggendo questo i dati, sarebbe servito le storie legate a un successo politico prodotto da un’abile lavoro sui social.

Al netto di come la si pensi vale la pena, partendo da questo dato, provare a capire perché la stampa – nell’immaginario comune – ha più peso dei social. Partendo dai suoi punti forti possiamo, anche noi, essere più performanti sulle nostre reti sociali.

La stampa ha investito – con tutte le eccezioni del caso – sulla credibilità. Con la determinata firma c’è della fiducia perché conosciamo il suo passato fatto – con tutte le eccezioni del caso – di un percorso preciso, senza inciampi.

Per essere credibili sui social è necessario investire sull’incertezza. Non è indispensabile avere un’opinione o un contenuto su tutto. È importante, però, condividere ciò di cui siamo sicuri, ciò su cui metteremmo la mano sul fuoco, per creare uno storico credibile.

La stampa ha fatto delle scelte, posizionandosi in maniera precisa. Dal tal testata sappiamo – per sommi capi – cosa aspettarci. I social, per loro natura, si basano sulle sfumature, su vari aspetti riconducibili al nostro presente. Per essere chiari, all’occhio del nostro interlocutore, dobbiamo fare delle scelte: possiamo scegliere il nostro posizionamento o raccontare la nostra complessità sapendo – però – che alla sua attenzione arriverà tutto ciò che di nostro sui social.

La stampa ha investito, infine, sulla condivisione su contenuti che possano essere virali in rete ma anche fuori con il sempre efficace passaparola. Sui social si fa – spesso – del sano esercizio raccontandosi senza però pensare a ciò che potrebbe interessare al nostro potenziale interlocutore.

Per essere credibili, al di là del media, è importante investire sul messaggio.

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